Part. I carrettini della neve, 1954, Olio su tela, cm 80 x 100
Un artista non può non essere influenzato dal suo tempo. Non può non assorbire l’impatto delle correnti filosofiche e culturali, nonché del mondo politico che gli gravita attorno. È il periodo tra le due guerre quello in cui Italo Valenti cresce e matura. Un periodo in cui amici artisti dipingevano scene di grande realismo mettendo in primo piano paesaggi sconvolti, battaglie e fucilazioni, donne piangenti e buoi squartati. Lui, però, sceglie di affidarsi alla visione interiore.
Attinge nel suo intimo e cerca di riconquistare l’innocenza perduta; le sue tele sognanti ci parlano di aquiloni, trenini, maghe e bicicli incantati. Mano a mano il suo stile cambia; si fa sempre più stringato, asciutto, informale; congeniale la tecnica del collage con cui approda alla pura astrazione.

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